L’IMPIANTO DI ATLETICA DISTRUTTO: LA VERITÀ

Non sarei voluto più intervenire sull’argomento ma mi trovo costretto a farlo, trascinato per i capelli dalle dichiarazioni rilasciate nel consiglio comunale d’insediamento dal neoassessore allo sport, Franco Fanucchi. Quest’ultimo infatti, probabilmente offuscato nella mente dall’incarico ricevuto, si è messo infatti a giustificare l’ingiustificabile (specialmente per uno sportivo) e cioè la scelta scellerata dell’amministrazione precedente di distruggere la pista di atletica. Il prof. Fanucchi infatti ha detto che tale pista era lunga, a suo dire, 450 metri e quindi non regolamentare, che non era per niente adatta all’attività atletica, e che non era praticamente mai stata utilizzata. Non solo ha sostenuto anche che i ragazzi che la utilizzavano (allenati dal sottoscritto) sono stati portati fuori a farlo, lasciando intendere quindi quasi una non meglio precisata responsabilità del mancato utilizzo da ricondurre non ai veri responsabili e cioè i nostri “illuminati amministratori comunali” ma al sottoscritto o ai ragazzi che, dal ragionamento del professore, sarebbero, così da un giorno all’altro, in maniera immotivata emigrati altrove per svolgere la loro attività. Infine, tanto per accattivarsi la platea in maniera indecente ha asserito che se era lui a volere il mantenimento della pista ci si sarebbe fatto anche incatenare.

Mi dispiace che il neoassessore ignori completamente qual è la nuda e cruda verità:

- La pista di atletica, caro professore, era di 400 metri alla corda, e dalla corda alla parte più esterna poteva ospitare quattro corsie regolamentari nelle misure, valutazione fatta dal Prof. Franco Brega Ciuffardi (grande allenatore di atletica e per civetteria zio acquistato di Michele Bartoli, spero sappiate chi è dato che tanto parlate), dal Prof. Leonardo Benassi (premiato come miglior allenatore di atletica negli anni 90) dal Prof. Ristori e dal sottoscritto. Curiosamente farei notare che lo strumento per la misurazione ci fu prestato, guarda caso, dal Comune di Montecarlo.

- In quel tempo feci una raccolta di firme, si stava ultimando la pista in parallelo con la costruzione delle tribune, per poter pavimentare la pista in tartan (il miglior materiale del momento). La pavimentazione fu lasciata volutamente in asfalto dall’allora Sindaco Renzo Giometti per far correre in bici da corsa i bambini-ragazzi del GS Porcari e lo facevano quotidianamente assieme ai bambini-ragazzi dell’atletica scambiando impressioni e conoscenze per l’arricchimento dei due Sport.

- La mia attività di VOLONTARIATO nello Sport è iniziata nell’Ottobre del 1982 fino al 31 Dicembre 1996 a Porcari poi cacciato a calci nel sedere (vedi vicenda Porcarimontecarlo calcio) ho proseguito la mia attività a Vinci dove continua tuttora.

- Riguardo al fatto che mi sarei dovuto incatenare alla pista non ricorda, caro professore, che in itinere allo sfacimento della pista da questi “illuminati amministratori”, il 21 Ottobre 2006 è morta Dida, il bene più prezioso della Famiglia Rovai. Dato che sono, siamo stati attaccati così duramente in maniera sgangherata e piena di falsità voglio ricordare al prof. Incatenatore, e spero lo dica a tutti i Porcaresi, quello che testimoniò a me nell’ufficio dove lavoro: “caro Marco sono stato da A…… e gli ho detto che è uno sbaglio collocare i campi da tennis sulla curva sud della pista e che ci sono posti più idonei” e quello che A…… ti ha risposto…….

Non c’è che dire, caro neoassessore, un bell’inizio nell’interesse di Porcari e dello Sport.


Porcari, lì 18 Giugno 2007

F.to Marco Rovai

I FUNERALI, CON TANTO DI BANDA MUSICALE, DELL''IMPIANTO DI ATLETICA LEGGERA DI PORCARI SI SVOLGERANNO SABATO 28 APRILE 2007 - NON FIORI MA PREGHIERE PERCHE' DIO FERMI PER SEMPRE QUESTI GENOCIDI.